• La corretta alimentazione per la terza età

    La corretta alimentazione per la terza età

    L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nel benessere degli anziani.

     

    Oggi, nell’ opulento nord del mondo, rimane aperto il problema della nutrizione delle persone anziane.  Sorprendentemente la malnutrizione e la disidratazione non riguardano infatti esclusivamente le fasce più deboli, per le quali povertà e degrado rendono difficile l’approvvigionamento dei nutrienti indispensabili, ma anche tutti coloro che – a casa propria o nelle strutture ospedaliere e residenziali – sembrerebbero a basso rischio. In realtà l’abbondanza dei pasti non si traduce automaticamente in adeguati apporti nutrizionali, né tantomeno in soddisfazione e varietà dei menu, generalmente ripetitivi e lacunosi. Il fenomeno della malnutrizione  ha origini multifattoriali (individuali, sociali, relazionali, organizzativi) e per questo motivo è difficile da affrontare, sia a livello analitico che a livello gestionale – organizzativo. Durante la terza età, le persone affrontano cambiamenti di varia natura:

    Cambiamenti di natura:

    INDIVIDUALI

    AMBIENTALI

    PATOLOGICA

    • Masticazione inadeguata
    • Digestione difficoltosa
    • Intolleranze alimentari
    • Diete particolari
    • Malattie croniche
    • Assunzione di molti farmaci

     

    • Scarsa vita all’aperto
    • Inadeguata attività fisica
    • Ambiente di vita malsano

     

    PSICOLOGICA

    • Depressione
    • Lutto
    • Demenza
    • Difficoltà a socializzare
    • Rifiuto di alcuni cibi
    • Gusto personale

     

     

    • Vita in comunità
    • Lontananza o disinteresse di parenti, amici, operatori.
    • Scarse proposte di attività ricreative

     

     

    SOCIO – ECONOMICA

    • Isolamento sociale
    • Scarsità di mezzi finanziari

     

     

    • Scarsa educazione alimentare
    • Diete condizionate da scelte razziali o religiose
    • Insufficiente assistenza al pasto

     

    A causa dei cambiamenti dati dall’età, possiamo incorrere in alterazioni delle funzioni digestive e di assorbimento, che possono portare ad ipovitaminosi e carenze.  Spesso, inoltre, si modifica il senso del gusto e della sensazione di sete. Il fabbisogno energetico giornaliero diminuisce al diminuire del metabolismo basale, si riduce la funzionalità degli organi ed aumenta la massa grassa. Un’attenzione particolare meritano le donne, le quali, a causa della modificata condizione ormonale determina spesso alterazioni metaboliche e patologie cardiovascolari. Pianificare un menù variato e stimolante, magari coinvolgendo un dietista, è senz’altro un primo passo nella giusta direzione! Gli alimenti dovrebbero essere selezionati qualitativamente, tenendo conto dei sistemi di produzione, trasformazione e conservazione, e prediligendo senz’altro i prodotti freschi a quelli conservati e trattati. Assicurare un apporto calorico corretto ed adeguato, in relazione alla sorveglianza nutrizionale, ovvero alle necessarie misurazioni del peso corporeo in relazione all’altezza, garantendo al contempo l’equilibrio di tutti i nutrienti. E’ fondamentale bere almeno un litro e mezzo di acqua naturale non fredda durante la giornata, anche se non si ha sete. E’ consigliato alternare l’acqua oligominerale diuretica a basso residuo fisso con acqua minerale calcica o bicarbonato – calcica, per assicurare idratazione ed apporto di calcio. Il cibo inoltre non può essere considerato esclusivamente in quanto energia e nutrimento, ma anche come catalizzatore sociale, espressione individuale, radice culturale, stimolo cognitivo, premio gratificante. Ragionare esclusivamente in termini di “dieta bilanciata” rischia di compromettere il potere emozionale del cibo, rendendo paradossalmente più difficile il raggiungimento del nostro obiettivo fondamentale: la salute della persona anziana.

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